In vista del Capodanno, mentre in diversi Comuni del territorio sono state emanate ordinanze per limitare o vietare l’utilizzo di botti e fuochi d’artificio, a Bonate Sotto l’Amministrazione comunale ha scelto una strada diversa. A spiegarne le ragioni è il sindaco Carlo Previtali, intervenuto con un messaggio pubblico sui social che chiarisce i motivi della mancata emissione di un provvedimento specifico.
Nel suo intervento, il primo cittadino richiama innanzitutto il tema della responsabilità individuale: “Non è necessaria un’Ordinanza – afferma – perché è fondamentale il senso di consapevolezza e di responsabilità personale”. Un invito rivolto soprattutto a chi non intende rinunciare all’usanza dei fuochi d’artificio, purché questi vengano utilizzati “nel rispetto delle persone, degli animali, delle cose e dei luoghi, siano essi pubblici o privati”, con particolare attenzione a evitare spazi pubblici e situazioni potenzialmente pericolose.
Un secondo aspetto evidenziato dal sindaco riguarda il commercio dei prodotti regolarmente autorizzati. Secondo Previtali, «un divieto generalizzato finirebbe per ledere il diritto di coloro che commercializzano prodotti regolarmente omologati e messi in vendita nel rispetto delle norme vigenti», distinguendo quindi tra articoli legali e quelli acquistati illegalmente, come i cosiddetti ‘ultrabotti’.
Infine, il sindaco richiama una valutazione di carattere operativo. “La difficoltà di far rispettare un’eventuale Ordinanza – sottolinea – può essere garantita esclusivamente dalle Forze dell’Ordine”, già impegnate in servizi considerati prioritari, in particolare nella prevenzione di atti malavitosi che tendono ad aumentare proprio in occasione delle festività. Una riflessione che apre il tema dell’effettiva applicabilità dei divieti, oltre alla loro valenza simbolica.
La scelta di Bonate Sotto si inserisce così nel dibattito più ampio che, ogni anno, accompagna l’arrivo del nuovo anno tra esigenze di sicurezza, tutela degli animali e rispetto delle tradizioni. Un confronto aperto, nel quale l’Amministrazione ha deciso di puntare sulla responsabilità dei cittadini più che su un divieto formale.
Mercoledì 31 dicembre 2025.








