SUISIO – Un colpo durissimo al mercato dello spaccio nella provincia orobica è stato messo a segno dai Carabinieri nella serata di mercoledì 1° luglio a Suisio. I militari hanno rinvenuto e sequestrato ben 79 chili di hashish, abilmente occultati all’interno di un SUV parcheggiato in via Carabello Poma, in pieno centro abitato.
L’operazione è scattata intorno alle ore 21:00 durante un consueto servizio di perlustrazione del territorio condotto dai Carabinieri della Stazione di Capriate San Gervasio. L’attenzione della pattuglia è stata attirata da un veicolo sospetto, mai notato prima in quella specifica area, spingendo i militari a effettuare i primi accertamenti di routine.
Il controllo sul veicolo e la scoperta dei borsoni
Dall’interrogazione della banca dati della targa è emerso che il SUV era oggetto di una denuncia per appropriazione indebita, sporta lo scorso 10 giugno dalla società di noleggio Locauto Rent presso la Stazione dei Carabinieri di Milano Porta Garibaldi. A quel punto, i militari si sono avvicinati al mezzo per un’ispezione più approfondita.
Una volta accostatisi all’abitacolo, i Carabinieri hanno immediatamente avvertito il forte e inconfondibile odore della sostanza stupefacente. Constatato che il portellone del bagagliaio non era serrato, i militari hanno aperto il vano posteriore imbattendosi in diversi borsoni di grandi dimensioni. Al loro interno erano stipati centinaia di panetti di hashish confezionati.
Indagini in corso per risalire alla rete di spaccio
Tutto il carico di droga, per un peso complessivo di 79 chilogrammi, è stato immediatamente posto sotto sequestro. Secondo una prima stima degli inquirenti, l’ingente quantitativo di stupefacente, una volta immesso sul mercato del dettaglio e nelle principali piazze di spaccio dell’Isola Bergamasca e della provincia, avrebbe potuto fruttare decine di migliaia di euro.
Sia il SUV sia la droga sono stati messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo, proseguono a ritmo serrato per risalire all’identità dei soggetti che avevano la disponibilità del veicolo e per ricostruire la filiera criminale e i canali di rifornimento a cui il maxi carico era destinato.








