Nel giorno dell’udienza relativa all’omicidio di Sharon Verzeni che vedeva protagonista la difesa, non sono mancati i colpi di scena. In aula era presente anche il presunto colpevole, Moussa Sangarè, oggi in carcere con l’accusa di essere l’esecutore dell’aggressione mortale ai danni della 33enne di Terno d’Isola.
La richiesta dell’accusa, attraverso il pm Emanuele Marchisio, dello scorso dicembre è stata ben chiara: l’ergastolo. Oggi, invece, assistito dal suo avvocato Giacomo Maj, l’imputato ha confermato la sua innocenza, con tanto di richiesta di assoluzione.
In seconda battuta però, durante la sua arringa, l’avvocato Maj si è concentrato sull’impossibilità della premeditazione, dei futili motivi e della minorata difesa e la richiesta di un trattamento in linea con il sistema giudiziario. Ed è lì, dopo circa 40 minuti, che Sangarè chiede di essere riaccompagnato in carcere perchè “sembra che mi stiano dando delle colpe, ma io non sono colpevole”.
Non tarda ad arrivare il commento del padre della vittima, Bruno, che definisce il gesto di Sangarè in aula “una specie di teatrino”.
Lunedì 12 gennaio 2026.








