Ancora un rinvio e nuovi disagi all’orizzonte per i pendolari e i residenti dell’Isola Bergamasca. Servirà infatti almeno un anno in più rispetto alle previsioni iniziali per vedere completati i principali cantieri ferroviari del territorio, a partire dall’atteso raddoppio della linea Bergamo–Ponte San Pietro. Questo è il pesante verdetto emerso lunedì 8 giugno a Milano, durante l’incontro convocato da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) per fare il punto sulle grandi infrastrutture lombarde.
I nuovi tempi: appuntamento a fine 2027
Salvo ulteriori imprevisti, la nuova scadenza per l’ultimazione dei lavori è stata ufficialmente posticipata a dicembre 2027. Un rinvio che gela le aspettative del territorio e che, complessivamente, vede l’avanzamento dei cantieri (considerando anche il collegamento verso l’aeroporto di Orio al Serio) fermo ad appena il 30% dell’opera complessiva.
Le cause del blocco e il nodo del contratto
I ritardi, ormai evidenti da mesi, sono da imputare alle difficoltà riscontrate dall’impresa appaltatrice. Da tempo Rfi ha deciso di seguire direttamente e con la massima attenzione l’evoluzione dei lavori per tentare di sbloccare la situazione. Tra le opzioni sul tavolo era stata valutata anche la risoluzione del contratto con la ditta incaricata; un’ipotesi che però Rfi considera al momento difficilmente praticabile, poiché l’apertura di un contenzioso giudiziario rischierebbe di paralizzare i cantieri per anni, allungando ulteriormente i tempi.
I passaggi precedenti: dove eravamo rimasti?
Per comprendere la portata del rinvio, occorre fare un passo indietro. Il maxi-cantiere della Bergamo-Ponte San Pietro – un’opera strategica dal valore di centinaia di milioni di euro – era entrato nel vivo a inizio 2024 con la chiusura totale del traffico ferroviario tra i due capolinea.
- I disagi iniziali: Lo stop ai treni ha imposto il passaggio forzato ai bus sostitutivi, stravolgendo la quotidianità di migliaia di studenti e lavoratori della tratta, oltre a impattare pesantemente sulla viabilità stradale della zona e sui passaggi a livello dei comuni dell’hinterland e dell’Isola.
- L’obiettivo mancato: Nei piani originari legati ai fondi PNRR, la conclusione della prima fase del raddoppio (fino a Ponte San Pietro) e la riapertura della linea erano tassativamente previste in tempo per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. I rallentamenti accumulati dall’impresa nei mesi scorsi avevano già fatto scricchiolare la tabella di marcia, ma la conferma del rinvio al dicembre 2027 sancisce ufficialmente il mancato rispetto dell’appuntamento olimpico e il prolungamento dell’odissea per i pendolari.








