Nel pomeriggio di domenica 7 giugno 2026, le strade dell’Isola Bergamasca sono state teatro di un rocambolesco inseguimento. I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Bergamo hanno tratto in arresto un cittadino marocchino di 30 anni (classe 1996), senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale. L’uomo è ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, false attestazioni sull’identità e violazione della normativa sull’immigrazione.
Il mancato alt a Bonate Sopra e la folle corsa
L’operazione è scattata durante un normale servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dello spaccio nella provincia orobica. Transitando nel comune di Bonate Sopra, i militari hanno notato un’autovettura sospetta con due persone a bordo. Quando la pattuglia ha intimato l’alt con sirene e lampeggianti, il conducente ha schiacciato il piede sull’acceleratore, dando il via a una pericolosa fuga a velocità sostenuta lungo la Statale 342 in direzione di Ponte San Pietro.
Caccia all’uomo nei campi di Locate
La corsa del veicolo è terminata nella frazione di Locate. Qui, i due fuggitivi hanno abbandonato l’auto ancora in movimento per tentare di dileguarsi a piedi nei campi circostanti. Mentre il guidatore è riuscito a far perdere le proprie tracce, il passeggero è stato raggiunto dai Carabinieri dopo un breve inseguimento. L’uomo ha tentato un ultimo, disperato barlume di resistenza colpendo i militari con calci, pugni e spinte, prima di venire definitivamente bloccato.
La droga pronta per lo spaccio e il sequestro
Durante la corsa nei campi, il trentenne aveva cercato di disfarsi della droga gettando a terra alcuni involucri. I successivi controlli e le perquisizioni dei militari hanno permesso di recuperare e sequestrare:
- 14 dosi di cocaina, per un peso complessivo di circa 11 grammi;
- Una dose di hashish del peso di circa 32 grammi;
- Denaro contante e un telefono cellulare, considerati materiale caldo per lo sviluppo delle indagini.
Tutta la sostanza stupefacente era già perfettamente confezionata e pronta per essere venduta.
L’arresto e il divieto di dimora in Lombardia
I successivi accertamenti tecnici hanno rivelato che l’arrestato era già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici legati alla droga, ed era inoltre già gravato da un provvedimento di espulsione dall’Italia mai rispettato. Nella mattinata di lunedì 8 giugno 2026, il Tribunale di Bergamo ha convalidato l’arresto in flagranza, applicando nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di dimora nella Regione Lombardia. Al termine del giudizio direttissimo, l’uomo è stato preso in carico dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Bergamo. Per l’indagato vige la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale condanna definitiva.








