L’indagine sull’aggressione avvenuta a Ponte San Pietro ha preso una piega del tutto inaspettata. I Carabinieri della Compagnia di Bergamo, nel corso degli accertamenti avviati dopo il ferimento del 34enne italiano, un operaio metalmeccanico originario di Enna, hanno eseguito una perquisizione d’urgenza all’interno della sua abitazione in via Cristoforo Colombo. L’ispezione ha portato alla scoperta di un vero e proprio deposito della droga e di un arsenale di armi detenute illegalmente.
Il sequestro: 77 chili di droga e armi con matricola abrasa
All’interno dell’immobile, i militari hanno rinvenuto e sequestrato un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, per un peso complessivo di circa 77 chilogrammi. La droga era capillarmente suddivisa e già confezionata in numerosi panetti e sacchetti, pronti per essere immessi sul mercato:
- Circa 57 kg di hashish
- Circa 20 kg di marijuana
- Oltre 75 grammi di cocaina
Il materiale era stato meticolosamente occultato in diversi locali dell’abitazione, compresi alcuni ambienti attualmente in fase di ristrutturazione, a testimonianza di una gestione strutturata e organizzata dello stoccaggio. Insieme alla droga, i Carabinieri hanno trovato bilancini di precisione, materiale per il confezionamento, telefoni cellulari e diversi appunti manoscritti contenenti cifre e nomi, chiaramente riconducibili a un’attività di spaccio.
Nel medesimo contesto sono spuntate anche armi clandestine: un fucile a canne mozze con matricola abrasa, una pistola revolver e circa 300 cartucce. Alla luce dei fatti, il 34enne è stato dichiarato in arresto in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi.
Aggiornamenti sull’aggressione e stato delle indagini
I dettagli raccolti nelle ultime ore hanno inoltre permesso di fare chiarezza sulla dinamica del raid. Contrariamente alle primissime informazioni che parlavano di un pestaggio a colpi di spranga, l’uomo è stato colpito ripetutamente con un’arma bianca. Ha riportato gravi ferite da taglio alla schiena e a un braccio, inferte da un gruppo di soggetti fuggiti subito dopo a bordo di un’autovettura di colore scuro.
Soccorso in un primo momento dai vicini di casa, il 34enne si trova ancora ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Le sue condizioni sono serie ma non è in pericolo di vita; l’uomo si trova ora piantonato fisso dai militari in stato di arresto. Le indagini, coordinate dalla Procura di Bergamo, proseguono su due fronti paralleli: da un lato identificare gli autori del violento agguato e dall’altro ricostruire la fitta rete di approvvigionamento e smercio della droga legata al trentaquattrenne.








