Una carriera in giro per l’Italia, ma senza mai dimenticare la propria terra e le origini. Se n’è andato all’età di 74 anni, nella giornata di ieri, dopo una lunga malattia, l’ex calciatore Eugenio Perico.
Nato a Curno il 15 ottobre del 1951, muove i suoi primi passi calcistici nell’Oratorio di Ponte San Pietro con il Giemme, per poi approdare da ragazzino nelle giovanili dell’Atalanta, dove inizierà a costruire la sua leggenda che lo porterà a diventare il primatista di presenze tra Serie A e B con l’Ascoli con 236 apparizioni.
Dopo otto stagioni in terra marchigiana, il ritorno in terra orobica dove conquista la doppia promozione dalla C1 alla A con l’Atalanta e diventa pilastro difensivo e dello spogliatoio, dove aiuta i nuovi a scrivere le loro pagine di storia: uno su tutti, Roberto Donadoni.
Disputerà il suo ultimo match da professionista nella storica finale di Coppa Italia persa contro il Napoli di Maradona.
Da lì una carriera da allenatore dell’Atalanta, senza mai dimenticare il suo amato Giemme, al quale donerà anche un set completo di divise dell’Ascoli e con il quale i giovani pontesampietrini giocheranno per anni.
Tra i suoi traguardi più grandi da allenatore, 4 scudetti nella categoria giovanissimi.
Sulle orme del papà anche il figlio Gabriele, calciatore professionista con un passato tra Cagliari, Albinoleffe e Cesena su tutte.
“Eugenio Perico non è stato solo un calciatore apprezzatissimo, ma un uomo vero, affidabile, capace di trasmettere rispetto e amore profondo per i colori bianconeri”, questa la nota dell’Ascoli in ricordo di Eugenio, grande uomo e professionista.
Il funerale è fissato nella chiesa di Curno sabato alle 10; la camera ardente è stata allestita a Brembate di Sopra in via Indipendenza, 18.
Giovedì 18 dicembre 2025.








