Un bilancio ancora in positivo, ma con ritmi di crescita che iniziano a mostrare i primi segni di rallentamento. Nel corso del primo semestre del 2026, il mercato del lavoro dipendente che fa capo all’area del Centro per l’Impiego (CPI) di Ponte San Pietro ha archiviato un saldo netto di +640 posti di lavoro. Il dato conferma la sostanziale tenuta del tessuto produttivo e occupazionale dell’Isola Bergamasca, pur evidenziando un ridimensionamento rispetto ai +773 posti generati nello stesso periodo del 2025.
La propensione delle imprese locali all’ingaggio resta comunque solida: tra gennaio e giugno 2026 le nuove assunzioni liquidate sono state 6.827, registrando un leggero incremento (+1,7%) rispetto ai 6.713 avviamenti contabilizzati nei primi sei mesi dell’anno precedente. A frenare l’espansione del saldo finale è stata tuttavia la dinamica delle cessazioni contrattuali, cresciute a un ritmo più sostenuto: le uscite dal mercato del lavoro locale sono infatti salite a quota 6.187, segnando un +4,2% su base annua.
Nel panorama complessivo della provincia di Bergamo, la performance dell’Isola si inserisce in un quadro a più velocità. Se i bacini a forte vocazione terziaria e turistica — come l’area del Capoluogo (+2.422 posti netti) e la zona tra Val Calepio e Grumello del Monte (+965) — continuano a correre a ritmi sostenuti, il distretto afferente a Ponte San Pietro si attesta tra i territori capaci di generare nuova occupazione, ma con un margine più contenuto a causa dell’aumento dei contratti giunti a termine.







