Restano ancora molti nodi da sciogliere intorno al clamoroso fatto di cronaca a Carvico che ha visto un pensionato di 60 anni trafitto da un dardo nel piazzale del supermercato. Il presunto aggressore, un uomo di 59 anni residente a Terno d’Isola, si è presentato mercoledì mattina davanti alla gip Lucia Graziosi per l’interrogatorio di garanzia. Accusato del reato di tentato omicidio, l’indagato ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, facendo scena muta davanti al giudice e limitandosi a fare brevi dichiarazioni spontanee in merito ad alcuni suoi problemi personali di salute. Attualmente l’uomo resta recluso in carcere a Bergamo in stato di fermo, in attesa che venga sciolta la riserva sulla convalida della misura cautelare.
L’ipotesi della vendetta contro l’azienda tessile
Il lavoro degli investigatori della Compagnia dei Carabinieri di Zogno si sta concentrando sulla ricerca del movente. Gli accertamenti escluderebbero una conoscenza pregressa tra il disoccupato di Terno d’Isola e la vittima dell’agguato, un sessantenne residente a Montevecchia nel Lecchese. La vera pista porta invece alla moglie di quest’ultimo, che ricopre un ruolo dirigenziale alla Carvico Spa, importante e storica azienda tessile dell’Isola Bergamasca. Il presunto aggressore aveva lavorato in passato proprio nella stessa ditta, prima che il rapporto di lavoro si interrompesse bruscamente circa un paio di anni fa. L’ipotesi al vaglio della Procura è che il cinquantanovenne volesse colpire la dirigente come ritorsione per il licenziamento subito e che il marito sia rimasto ferito nel tentativo di proteggerla o a causa della traiettoria del colpo.
L’arsenale in casa e le condizioni del ferito
La premeditazione del gesto parrebbe confermata anche dai risultati della perquisizione domiciliare effettuata dai militari nell’abitazione dell’indagato. All’interno della casa sono stati infatti rinvenuti e sequestrati undici coltelli, un machete, un’ascia e un secondo fucile da sub compatibile con quello adoperato lunedì pomeriggio per fare fuoco dal finestrino di una Fiat Punto a circa dieci metri di distanza dalla coppia. Nel frattempo, giungono notizie rassicuranti dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sul fronte medico: il sessantenne ferito al fianco dalla fiocina è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Nonostante il dardo sia penetrato in profondità, non ha lesionato organi vitali e l’uomo si trova ora fuori pericolo, sotto costante osservazione da parte del personale sanitario.








