Il 15 agosto 1926 tagliava ufficialmente il nastro una delle strutture sportive più iconiche della nostra provincia: il Velodromo di Dalmine, che festeggia un secolo esatto di storia. Progettato dall’architetto Felice Pinardi per assecondare la travolgente passione per il ciclismo su pista di quegli anni, l’impianto (caratterizzato da un anello di 374,3 metri con pendenza massima in curva di 42 gradi) è stato per decenni il cuore pulsante del ciclismo bergamasco e nazionale.
La sua è una storia fatta di grande resilienza. Distrutto dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale nel 1941, venne prontamente ricostruito nel 1945, ripartendo a pieno ritmo l’anno successivo per omaggiare la vittoria del bergamasco Elia Frosio ai Mondiali di Zurigo. Da lì in poi il velodromo ha ospitato campioni leggendari, da Fiorenzo Magni a Guido Messina, fino a Rik Van Steenbergen, accogliendo lo storico Trofeo Baracchi dal 1950 al 1982, numerosi Campionati Italiani e, in epoca recente, le vittorie di fuoriclasse come Elia Viviani e Francesco Lamon.
Dopo una temporanea interruzione delle attività sportive, l’impianto si presenta a questo storico traguardo completamente rinnovato: lo scorso 30 marzo 2026 ha infatti riaperto ufficialmente i battenti con la pista completamente sistemata e un nuovo campo da calcio in erba sintetica.
Per celebrare il centenario (15.08.1926 – 15.08.2026), la Città di Dalmine ha organizzato una grande giornata di festa e cultura per sabato 29 agosto, con visite guidate alla Fondazione Dalmine, narrazioni teatrali, performance sportive e un concerto finale all’interno del rinnovato impianto.








