Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Lombardia ha respinto il ricorso presentato da una società del settore del gioco d’azzardo, confermando la piena legittimità dell’ordinanza del Comune di Curno che limita l’orario di funzionamento di sale giochi e slot-machine dalle 9:00 alle 23:00. Una sentenza considerata storica per il territorio, che blinda le misure di contrasto alla diffusione del Gioco d’Azzardo Patologico (G.A.P.).
Le motivazioni del Tar: la salute pubblica viene prima di tutto
I giudici del tribunale amministrativo hanno messo nero su bianco un principio fondamentale: la tutela della salute pubblica e il contrasto alla ludopatia prevalgono sugli interessi economici privati delle aziende del settore. Viene così confermato il potere dei Sindaci di intervenire drasticamente sugli orari di apertura per proteggere le fasce di popolazione più vulnerabili e arginare un fenomeno in preoccupante crescita.
I dati shock di Curno: spesi oltre 5.500 euro a persona
A supportare la necessità del provvedimento restrittivo vi sono i numeri emersi dalle relazioni tecniche. A Curno l’importo giocato pro-capite calcolato sulla popolazione maggiorenne aveva infatti raggiunto la cifra record di 5.597,83 euro, un dato enormemente superiore sia alla media regionale lombarda sia a quella nazionale.
Un modello per l’Ambito di Dalmine
Con questa ordinanza, Curno si è confermato uno dei primi Comuni ad attuare concretamente il nuovo regolamento sul gioco d’azzardo approvato congiuntamente da tutti i 17 Comuni dell’Ambito Territoriale di Dalmine. L’Amministrazione comunale ha espresso grande soddisfazione per la vittoria legale, auspicando che questa sentenza possa fare da apripista affinché anche il resto del territorio applichi con decisione le stesse restrizioni orarie in questa urgente battaglia sociale.








